Di Li è La Colpa?

Cinesi stracciati

Cinesi stracciati

“Non so dire in verità se la situazione sarà migliore quando cambierà, posso dire che deve cambiare se vuole che sia migliore.”
Georg Christoph Lichtenberg

Bene. Closing andato. Tralascio i fiumi di inchiostro sprecati da quelli svegliatisi tuttologi dell’ economia cinese, perché in realtà ne sappiamo ben poco. Tralascio gli sfottò di tifosi nemici orgogliosi di trovarsi nelle mani di un Tanzi, Cellino, Zamparini, Lotito, Pulvirenti, Baccaglini, Ferrero o come si chiamavano i paladini dei valori dello sport etico. Tralascio chi di questa vicenda ne fa una questione politica o una vendetta personale. Ma prima di tutto tralascio chi in un modo o l’altro si guadagnava lo stipendio leccando la marmitta della vecchia dirigenza. Buon risveglio! Di sicuro c’è che ci troviamo nelle mani di un conglomerato di investitori. Non ci ha comprato lo sceicco o l’oligarca di turno alla ricerca di un giocattolo o di un permesso di soggiorno. E meno male aggiungo, perché per ogni Abramovich ben riuscito c’è un super ricco che dopo un paio di stagioni (o 31) magari perde l’interesse e lascia morire il Tamagochi.

Investitori quindi. Un gruppo di persone che scommette su un investimento. Un po’ come il condominio a Napoli che scommetteva ciascuno 100 Euro su Parma-Ancona 0:2. Un po’ come il piccolo Alessio che propone ai compagni di classe di mettere tutti un Euro a prendere bottigliette d’acqua da vendere ai turisti olandesi a prezzo raddoppiato. Si presenta una possibilità di investimento e se credi in un ritorno economico ci metti i soldi. Se tutto va bene dopo hai più soldi. Attenzione, ritorno economico, non quel misto fra visibilità, notorietà e spazio stampa che di solito spinge persone a comprarsi una squadra di calcio italiana. E questa è una differenza significativa: Siamo talmente abituati a personaggi presidenti innamorati delle telecamere che suscita sdegno già il fatto che non avevamo una faccia ad associare con la cordata cinese. Che ci frega? Son tutti uguali.

Facile, a loro non interessa farsi pubblicità, vogliono fare soldi. Investire in un prodotto, migliorarlo, rivenderlo con profitto. Come comprarsi una vecchia Faema E-61, sistemarla, tirarla a lucido e rivenderla ad un appassionato Svizzero. O, più facilmente, come ha fatto Thohir con l’Inter. E siccome non parto dal presupposto che chi è in grado di racimolare un milliardo per un’idea sia scemo a prescindere presumo che abbiano un piano per realizzare un profitto. Un programma. Un’idea per il futuro. Insomma, tutto ciò che l’ultimo Milan Berlusconiano non aveva più. Avessi qualche miliardo io avrei prelevato una squadra di calcio di grande blasone ma poco valore attuale, tipo chessò l’Ajax, o il Milan, costruito uno stadio di proprietà e migliorato la squadra da mandare in campo. Sperando di vincere qualcosa.

Più complicata non credo sia la vicenda. Peccato che in Italia siamo troppo abituati ad avere una persona responsabile per tutto. Una faccia da osannare e seguire oppure da condannare, sputtanare e insultare. Ma una persona. Un colpevole. L’Unione Europea è una cosa molto complessa popolata da mezzo miliardo di abitanti e con  milioni di istituzioni, ma la colpa di tutto è comunque della Merkel. Mi cade l’iPhone nel cesso? Chiaramente colpa di Renziieeeee che deve andare a casa. Anzi, a kaaasaaa. Mentre i crucchi votano la CDU che di sua spontanea volontà sceglie la Merkel come cancelliera gli italiani votano PD per poi indignarsi che Renziieeeee non lo abbia mai votato nessuno. Ma fa niente, prima era tutta colpa di Craxi, Andreotti, Berlusconi, Gatto Silvestro. Personalizzare le responsabilità ci aiuta a semplificare un mondo sempre più complesso, a ridurre vicende molto intricate a misura d’uomo. Terremoto? O è colpa del governo o perlomeno degli scienziati di merda che non l’avevano previsto. Falle nel sistema, problemi strutturali o circostanze avverse non esistono, non esiste neanche il caso, la sfiga, tutto è sempre colpa di qualcuno. L’immigrato. L’amante della moglie. L’allenatore. L’arbitro.

Gli investitori Cinesi non sono uomini di calcio. Non avranno davvero idee di calcio, magari non si interessano di calcio e di sicuro se avessero trovato un’opportunità per fare soldi investendo in mutande autopulenti il Milan ora sarebbe ancora di Berlusconi. Sono investitori, dubito che chiamino Montella per spiegargli che Collovati deve giuocare più vicino alla porta. No, metteranno dei dirigenti al lavoro per gestire il Milan al meglio, insedieranno gli esperti di calcio che li aiutino a realizzare un profitto. Attraverso risultati sportivi ovviamente, perché sono quelli che poi si vendono. Ma siccome il calcio non è una scienza esatta, questo progetto può andare bene o può andare male. Vedremo e criticheremo la nuova dirigenza per quello che accadrà sul campo. Faranno degli errori, ma dubito che si divertano a bruciare il loro patrimonio.

Unica difficoltà che vedo è quella di insultare un investitore. I cinesi sembrano tutti uguali. Poi chi si ricorda i nomi? E perché stanno lì in Cina tutto il tempo? Guarda che dovrebbe giocare Montolivo, ma che ne sapete voi mangiabambù? Aah quanto stanno bene i tifosi Napoletani che hanno un presidente con una faccia e un nome. Li ha prelevati in Serie C, in fondo al barile e li ha portati in Champions League, ma vuoi vedere che bello e liberatorio insultarlo per due partite perse di seguito? Ha fatto giocare Higuain e Cavani dove prima c’era da ammirare Calaiò. Però che pezzo di merda e non è nemmeno Napoletano. Non può capire. E contro chi ora si schiera la Curva Sud? Prima era tutto più facile, Silvio era il padre infallibile, Galliani il male assoluto. Ora di Li è la colpa?

 

 

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Scritto da altravita

altravita

Milanista dai tempi di Sacchi e crucco da sempre sono capitato qui per caso. Di solito scrivo articoli sul calcio italiano per la stampa tedesca, gestisco il mio blog sul mondo del tifo e traduco libri ultras. Faccio l’amministratore di questo blog perché gli altri già faticano a capire il calcio, meno ancora del favoloso mondo del webdesign.

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