Lo scemo non canta più

Derby senza colori © Armando Bottelli

Derby senza colori © Armando Bottelli

Ieri sera il derby della Madonnina, conosciuto per le coreografie più belle d’Italia ed anche per il fatto di essere il più pacifico del mondo. Dal famoso “patto di non belligeranza” tra Curva Nord e Curva Sud non è successo più nulla, l’unico “episodo violento” era frutto di una situazione particolare ed è stato risolto in fretta. Per il resto, niente: Prima della partita si sta insieme davanti al Baretto e non ci si insulta nemmeno. derby snobbato persino da alcuni Groundhoppers perché “non succede mai niente”.

Ci si concentra, invece, sulle coreografie meravigliose, invidiate in tutto il mondo. Immortalate persino in un documentario per la rete televisiva tedesca ZDF. Una vera e propria eccellenza di fama mondiale proveniente dal capoluogo lombardo – una delle poche nel declino generale della Serie A. Sotto la pressione delle recenti, sempre più ingegnose, misure di “sicurezza”, le due curve si sono avvicinate ancora di più. Quando il sig. Tosel ha dichiarato la chiusura della Nord per la famigerata “discriminazione territoriale” (a Napoli, hanno cantato cori contro i napoletani, roba mai vista), la reazione dei ragazzi della Sud è stata immediata: solidarietà con tanto di dichiarazione di non entrare in curva nemmeno loro. Ma siamo in Italia e, avendo paura di trovarsi 15 mila ragazzi inferociti fuori San Siro, si scopriva che “c’era ancora bisogno di chiarire” e la chiusura della curva è stata spostata. Deroga della deroga derogata. Quindi, entrambe le curve sono state aperte, per dare spettacolo allo grigiore sportivo della partita.

Tutto bene allora. Solo che le forze “d’ordine” non avrebbero mai potuto accettare una vittoria degli ultràs brutti e cattivi, e così hanno deciso di cominciare con le provocazioni già il sabato sera quando poliziotti, agenti della Digos, pompieri (!), addetti dell’Asl e altri uomini in divisa hanno chiuso le strade d’accesso al “Clan” di Sesto San Giovanni, rovinando la festa di Natale della Curva Sud. Ovviamente, non hanno trovato niente: è una festa di Natale, si brinda insieme e magari si canta. Un’occasione di farsi vedere e festeggiare insieme anche per giocatori, ex-giocatori o Galliani stesso. Una mera provocazione, presumo che si sapesse che non c’erano bombe a mano nascoste nel pandoro. O come dice il buon Stefano Olivari: “Insomma, il solito mostrare i muscoli per questioni formali quando a 300 metri dagli stadi la gente si accoltella.”

Ma l’episodio è stato solo un presagio della vera spedizione punitiva: dopo decenni di coreografie senza discriminazioni alcune, senza razzismo, senza insulti pesanti, senza sessismo, satanismo o intimazioni di consumare gattini, la Digos decide di dover assolutamente “controllare” il materiale per la coreografia. Peccato che pioveva da giorni e srotolare una coreografia – depositata e regolarmente autorizzata – nelle pozzanghere dell’antistadio avrebbe ovviamente rovinato 4 mesi di lavoro e decine di migliaia di Euro (il costo medio di una coreo per il San Siro è di 25.000 Euro). Una coreografia già conosciuta nei dettagli sia dalla polizia che dalla società doveva veramente essere “controllata” alle 9 del mattina sotto la pioggia lombarda, rovinando notti infinite di lavoro, passione, cuore e soldi dei ragazzi che volevano dimostrare l’amore per il Milan nella partita più importante dell’anno? Per dire, i ragazzi della Nord hanno impiegato ben 6 ore solo per piegare la parte centrale della loro di Coreografia (80 m x 20 m) sotto una cavalcavia, stando attenti che non tocchi la terra bagnata.

Niente da fare, niente compromessi, pugno duro contro l’ultimo problema di questo Paese non esattamente sprovvisto di problemi. Nello stadio più pacifico dell’intero Paese, per un derby tra due tifoserie estremamente pacifiche fra di loro e con decenni di coreografie senza precedenti “spiacevoli” alcuni. La reazione della Nord è stata rapidissima. Appena sentito del disagio dei cugini, hanno fatto un bel gesto di solidarietà, l’unico possibile, riportando anche il loro materiale nei furgoni. Niente coreografie. E ovviamente nemmeno cori. Niente colori, niente canti, niente di quello che distingue il calcio da una partita di tennis. Niente cornice per uno spettacolo di per sé squallidissimo. Forse un giorno anche a Sky si accorgeranno che il “prodotto” perde valore se alla tristezza tecnica del calcio italiano si toglie anche l’unica nota di colore: il tifo.

Vietati i megafoni. Vietati gli striscioni. Vietati i cori “cattivi”. Vietate le coreografie. Vietato sedersi sulla balaustra per lanciare i cori. Vietati gli accendini. Vietato l’alcool. Cari fumatori, sbrigatevi, ancora si può fumare. Bonjour Tristesse!

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Scritto da altravita

altravita

Milanista dai tempi di Sacchi e crucco da sempre sono capitato qui per caso. Di solito scrivo articoli sul calcio italiano per la stampa tedesca, gestisco il mio blog sul mondo del tifo e traduco libri ultras. Faccio l’amministratore di questo blog perché gli altri già faticano a capire il calcio, meno ancora del favoloso mondo del webdesign.

11 comments for “Lo scemo non canta più

  1. Giorgio da Lambrate
    25 dicembre 2013 at 09:32

    Il calcio e’ sempre stato la valvola di sfogo delle masse. Reprimerla oltre misura potrebbe voler dire rivedere le pistole nelle piazze tipo anni 70. Se chi detiene i media invece di dare risalto ignorasse i booh ai giocatori di colore si risolverebbe parte del problema. Che tornassero i megafoni, i tamburi i fumogeni. Il calcio e’ anche folklore. Il calcio e’ un rito tribale che ha luogo ogni maledetta domenica. Perche’ trasformarlo in spettacolo da teatro? A chi conviene? Ai tifosi no di certo.

  2. Gimbal
    24 dicembre 2013 at 01:28

    Immensa tristezza per la miopia di chi gestisce il baraccone.

    La passione della gente è il motore di tutto, senza cui non sarebbero niente.

    Ed invece, giù con leggine ed applicazioni fantasiose e puntigliose solo in alcuni punti, con cui non si risolvono i veri problemi, sia a livello sociale, che a livello di sistema calcio.

    Intanto, gli altri Paesi scappano…

    • 24 dicembre 2013 at 09:01

      Bisognerebbe anche sottolineare che in concetti “ripicca”, “rivalsa” o “provocazione” non dovrebbe far parte del vocabolario di una pubblica amministrazione. Esistono leggi e chi non le segue verrà punito. Se cominci a rovinare feste natalizie o coreografie “perché puoi” manifesti già la debolezza della tua posizione… e siamo tutti d’accordo che il calcio è il lato meno importante di come gestiscono il paese.

  3. Orla
    23 dicembre 2013 at 19:34

    È sembrata una ripicca bella e buona. Secondo te per cosa, Altravita?

    • 23 dicembre 2013 at 19:49

      Secondo me per la solidarietà mostrata dalla Sud quando c’era la chiusura della Nord per “discriminazione territoriale”, che infatti faceva risultare la decisione di Tosel un gran bel autogol, nonché bella figura di merda. Per un quadro più ampio credo che queste cose servono anche a depistare il lettore/telespettatore medio dai veri problemi di questo paese. Sai com’è, gli ultras sono un bel mostro da prima pagina e per qualche giorno l’italia perbenista parla di questo…e non di questioni leggermente più importanti.

  4. Marco UNICO
    23 dicembre 2013 at 15:49

    Per caso hai un link per il documentario anche in Inglese? Sembra davvero molto bello ma il tedesco purtroppo mi manca 🙁

    • 23 dicembre 2013 at 16:52

      Purtroppo non ci hanno finanzato una traduzione, io più che altro volevo fare una versione italiana – anche come ringraziamento per i tanti gruppi che ci hanno dato una mano. Purtroppo è stato un progetto per la ZDF (che sarebbe la Rai II crucca) e i diritti tengono loro. Ma dentro ci sono abbastanza interviste che si capiscono – seppur doppiate in tedesco. Qui i ragazzi della CN69 alla preparazione della coreo: http://youtu.be/yUWc7emNapc?t=37m10s

      • Marco UNICO
        23 dicembre 2013 at 17:08

        Si’ ho visto…volevo solo riuscire a capire tutto, non solo parte…ma lo guardero’ lo stesso! Grazie!

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