Milan – AEK Atene 0-0 : le pagelle

Dopo l’ennesima sconfitta in un campionato con più ombre che luci, arrivata tra l’altro in un derby al minuto 90 su calcio di rigore (ingenuo ma correttamente assegnato), il Milan torna nel suo “habitat” europeo con la speranza di poter finalmente porre freno al preoccupante filotto di partite perse che perdura da quasi un mese.

Montella, che continua a dirsi ottimista con la fiducia societaria nuovamente incassata, schiera l’ennesima formazione rivoluzionata giusto per dare continuità alle sue “non scelte” e manda in campo 7/11 dei presenti nel derby, ovviamente con un modulo differente dagli ultimi match per mischiare ulteriormente le carte (e lasciatemi dire, le idee dei già confusi interpreti).

Davanti a Donnarumma la linea difensiva si compone di Musacchio, Bonucci e Rodriguez con Calabria nuovamente titolare sulla fascia destra a fare il quarto di difesa in fase difensiva ed il quinto di centrocampo in quella offensiva (…); davanti a loro Suso, Locatelli e Bonaventura con Calhanoglu al rientro dopo il turno di squalifica in campionato. Davanti la coppia Silva-Cutrone che in coppa aveva già regalato parecchie gioie.

Sin dai primi minuti il copione è lo stesso delle ultime partite: squadra che cammina, nervosa, impaurita nonostante di fronte non ci sia il Real Madrid ma il più modesto AEK di Atene. Pochissime emozioni, tanti errori ed un quasi autogol di Donnarumma per un pasticcio in fase di rinvio con Musacchio. Ti aspetti l’arrembaggio e palloni che piovono in area greca da ogni dove? E invece no, manovra lenta e poco verticale, i soliti lanci di 40 metri di Bonucci ed una sola azione pericolosa al minuto 40 (sì, quaranta).

Si rientra dagli spogliatoi con la solita verve di inizio ripresa ma questa volta si esaurisce presto, complice una fase difensiva degli ateniesi molto accorta. Solo l’ingresso di Kalinic per Silva smuove un minimo le acque, facendo sì che si creino quelle 2-3 occasioni che, avessimo il culo dell’Inter, non vedrebbero diventare il loro portiere un novello Superman. Purtroppo sappiamo molto bene quanto ci sia avversa la Dea Bendata di sti tempi ed è naturale conseguenza il trascinarsi verso uno scialbo 0-0 con gli ultimi due sussulti (uno per parte) generati da due punizioni ben disinnescate dagli estremi difensori.

Fischio finale, un punto a testa e la sensazione che la fine del tunnel sia tutto fuorchè vicina.

 

Pagelle di Milan – AEK Atene:

Donnarumma G: 5,5. Si salva sul pasticcio creato con Musacchio nel primo tempo, poi il nulla fino alla punizione dei greci negli ultimi minuti di gara.

Musacchio – Bonucci – Rodriguez: 6. Fanno il loro, aiutati dall’attacco avversario non certo eccelso. Unica nota negativa è vedere lo svizzero non arrivare quasi mai al cross, ma a forza di cambi modulo (e dopo la pessima prova di domenica) mi sento quasi di perdonargliela.

Calabria: 6. Si propone spesso e chiude bene in copertura, ma senza quasi mai trovare quel guizzo finale per creare un’occasione da rete. Buon rientro, comunque.

Locatelli: 6,5. Avessimo vinto gli avrei dato 7, è stato il migliore dei nostri con tanti palloni recuperati, tiri da lontano provati ed azioni smistate. Prende un giallo inutile per aver impedito agli avversari di battere in fretta una punizione innocua a centrocampo, ma almeno ci mette tutto quel che ha.

Bonaventura: 5. L’ho praticamente visto in una sola azione, quella in cui Silva gli toglie un cross molto promettente sul quale si stava coordinando in maniera magistrale.

Calhanoglu: 4,5. E’ un colpo al cuore, il sottoscritto stravede per questo giocatore, ma stasera non ne ha azzeccata una. Spesso per terra manco avesse la sciolina sotto i tacchetti, lento sia di gambe che di testa, le uniche cose buone le ha fatte su punizione mettendo palloni pericolosi in area. Serve di più, molto di più per onorare quel numero che porti sulle spalle, caro Hakan.

Suso: 6. Mezzo voto in meno di Locatelli, con cui si è conteso la palma di “migliore in campo”, per un semplice fatto: non – la – passa – mai. Ora, va bene volersi imporre; va bene essere uno dei più tecnici in squadra; va bene avere appena segnato nel derby ed essere in palla ma ormai quella finta la conoscono anche in Lapponia e non può riuscire sempre, sempre, sempre. Nel secondo tempo, dopo uno scatto bruciante, si trova solo in area ed opta per uno scavino da posizione defilata invece di metterla in mezzo per un gol quasi certo.

Andrè Silva: 5. Come Bonaventura, poco presente e più dannoso che utile nei pochissimi palloni arrivati sui suoi piedi.

Cutrone: 6. Tanta corsa, un gol annullato (giustamente) nel primo tempo ed un tiro sventato miracolosamente dal portiere nella ripresa. La passasse un po’ di più (ennesimo giocatore a non farlo) sarebbe vicino alla perfezione.

 

Subentrati:

Kalinic: 6. Nessun tiro in porta ma, quando entra lui, iniziano i tiri pericolosi dei compagni. Uno di questi (Cutrone, ndr) viene propiziato da un suo assist.

Kessiè e Borini: sv. Entrano per dare una scossa ma stasera serviva un elettroshock, probabilmente.

 

Allenatore:

Montella: 5,5. Non lo ritengo direttamente responsabile per la prestazione scialba della squadra e del conseguente risultato, ma le scelte iniziali e quelle dei cambi (es. Suso out – Borini in) non le ho proprio capite. E’ palese la presenza di terrore e mancanza di tranquillità nei giocatori che li porta a non cercare mai la giocata, ma chi se non il mister deve essere portatore di calma e sicurezza nello spogliatoio? Invece il buon Vincenzo sembra non riuscire a leggere i suoi giocatori, anche se poi si dichiara sempre ottimista e speranzoso. Mah.

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Credits DT Author Box

Scritto da Ravenclaw

Rossonero DOC, nato e cresciuto in feudo sabaudo. Ebbi la fortuna di avvicinarmi al calcio negli anni di Sacchi e degli Invincibili, un colpo di fulmine che si rinnova giorno dopo giorno. Il calcio non è un semplice passatempo così come il Milan non è solo una delle scelte possibili. Il calcio è una forma d’arte ed il Milan ne è uno dei principali rappresentanti. Per chi non sa apprezzare la bellezza c’è sempre l’Inter…

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