Non capisco e non mi adeguo

Mentre si cerca invano di smaltire le cibarie natalizie (non so voi, ma io mi ritrovo in casa con più torroni  e panettoni di quanti ne avessi all’inizio delle festività), sono iniziate a filtrare le prime indiscrezioni sulla formazione che affronterà il Crotone nella prima giornata di ritorno: pare confermato il 433 con Kalinic punta centrale, oppure messo in panchina solo perché non pienamente recuperato.

All’andata il Milan la giocò con un 433 così schierato: Zizzo, Conti Bonucci Musacchio RR, Kessie Locatelli Calha, Suso Cutrone Borini. Fu una partita giocata con la serenità e la (in)coscienza del più forte,esibendo fin da subito una fluidità di manovra che portò al vantaggio e alla contemporanea espulsione del gioatore avversario. Un incontro, come altri di inizio stagione, che venne sottavalutato per la presunta facilità dell’impegno, in attesa di riscontri con avversari più probanti. L’avversario più probante arrivò, la Lazio, e la pesante sconfitta, seguita da quella di Genova, alimentò i dubbi e le incertezze di Montella sui moduli e gli interpreti, nonché i pruriti della società che invece di tenere dritta la barra di navigazione si accodò al malcontento e all’impazienza della tifoseria, mossa che generò un effetto boomerang (il “si stava meglio quando si stava peggio” sostenuto dai gallianers). Da quel momento anche gli avversari “facili”, non superiori all’Austria Vienna e al Crotone, sia in coppa che in campionato divennero una montagna difficile da scalare.

Prima di venire all’oggi e alla formazione paventata per sabato, è opportuno fare un passo indietro per rileggersi le dichiarazioni rese da Gattuso il 28 novembre, giorno della presentazione, più di un mese fa. Mi hanno colpito in particolare tre risposte, rese da uno abituato alla sincerità fino all’autolesionismo. La prima, riguardo la continuità della formazione: “Mi baso su quello che vedo durante la settimana. C’è qualche giocatore è fondamentale durante la settimana, ma poi bisogna pedalare, allenandosi bene”.  La seconda, su Cutrone: “Valuto molto quello che si fa in settimana, a parlare è il campo, non le chiacchiere. Parte sul livello di André Silva e Kalinic. Gioca con il veleno addosso, ha grande passione”. La terza, sui giocatori che lo incuriosiscono: “Sento dire che Suso può giocare solo largo a destra. Vediamo se è davvero così o se può sviluppare qualcosa di nuovo. Insigne ha giocato mezza punta per tanti anni, ma ha modificato il suo modo di giocare. Kessié l’anno scorso era devastante quando si inseriva, adesso lo fa poco. Tante cose mi incuriosiscono..”

Lette queste belle dichiarazioni, riguardo le formazioni schierate. A parte la rapida abiura alla difesa a tre – dopo aver detto a novembre “giocheremo con la difesa a tre” – il punto fermo pare Kalinic centravanti e Suso esterno destro del tridente. Ora, non mi aspettavo una rivoluzione da subito, ma dopo più di un mese un qualche accenno di prova a un alberello di natale, a una posizione diversa per Suso e/o Calhanoglu che consentisse l’utilizzo di due punte, a un 4231 con Kessie alla Nainggolan dietro la punta e al fianco destro e sinistro Suso e Calha, me l’aspettavo. Nulla di tutto ciò, la curiosità pare finita.. Cutrone non parte alla pari di Kalinic, pur avendo mostrato di essere “uno che gioca con il veleno addosso” . Non parliamo di Silva, utilizzato ancor meno che con Montella e diventato la terza scelta residuale.  Potrei pensare ad un gìocatore che cazzeggia in allenamento, ma Abbiati in settimana ci ha assicurato che Silva “si sta allenando tantissimo, ci sono dei miglioramenti, sta imparando l’italiano”. Allora perchè  fargli giocare ogni due settimane i 10/20′ finali di partite già decise o in cui la squadra stanca, demotivata o paga ha tirato i remi in barca, come in Fiorentina Milan, dove Silva è entrato al 72′, si è pareggiato al 74′ e dopodiché Gattuso si sgolava perché Donnarumma rallentasse il rinvio e la squadra, stanca per il derby, non si sbilanciasse in azzardate sortite? Ci si aspetta che Silva prenda palla e scarti tutti? Per poi accusarlo di non giocare per una squadra che non è più in grado di supportarlo?  Perchè bruciare in questo modo l’investimento più oneroso della campagna acquisti estiva, dopo Bonucci, a favore di un attaccante trentenne che farà il fenomeno in allenamento ma in partita ha un rendimento deficitario, per l’età non è suscettibile di miglioramenti e non ha alcun futuro nel Milan dei prossimi anni ? Perché non dare fiducia per più partite consecutive a Cutrone e/o Silva accantonando il croato o magari lo stesso Borini, visto che il portoghese con il Porto ha già giocato come esterno del tridente?

L’unica priorità in questo Milan, anche con con Gattuso, sembra  la valorizzazione di Suso senza allontanarlo dalla sua mattonella sinistra, punto di forza e allo stesso tempo ostacolo a qualsiasi sviluppo tattico di questo Milan e al maggior coinvolgimento di alcuni dei nuovi arrivati, con Kalinic visto come la punta ideale del tridente e buona parte del mercato estivo dalla trequarti in su bruciato in panchina. Capisco poco Gattuso e ancor meno la società. Al Milan susocentrico aggiungiamo il recupero di Bonaventura che sì, ha tolto a Gattuso le castagne dal fuoco in un paio di occasioni, ma con i suoi arabeschi e i suoi stop and go, abbinati a qualli di Suso, rallentano la manovra e la rendono farraginosa, vanificando gli smarcamenti dei compagni con un tempo di troppo. L’equivoco del binomio Suso Bonaventura a mio avviso deve essere sciolto, insieme sono incompatibili. Questo Milan avrebbe bisogno come il pane di calciatori che giocano di prima. L’unico giocatore in questo momento credibile con tali caratteristiche è il turco, non si scappa. Un altro capace di far girare velocemente il pallone sarebbe Biglia, se solo recuperasse un minimo di condizione. Il terzo sarebbe Locatelli, che le giocate le ha ma non le prova, vuoi per una personalità non ancora pienamente sviluppata a 19 anni, vuoi perché anche lui viene impiegato raramente e questo impiego saltuario gli toglie la fiducia di provare, temendo di sbagliare, essere impallinato da pubblico e critica per poi rivedere il campo dopo un mese. Di tutto ciò, ça va sans dire, chi si avvantaggia è l’immarcescibile Montolivo.

Tornando a sabato, probabilmente la scelta più logica, senza rischiare, sarebbe quella di riproporre la formazione dell’andata. Alla fine, eccetto Conti – assenza che ha pesato non poco in questi mesi – sarebbero tutti disponibili. Suso giocherebbe largo nel tridente, Cutrone assicurerebbe la vivacità in avanti, Calha, seppur da mezz’ala, posizione non ideale per lui, la circolazione di palla mettendoci sempre la gamba in copertura, Kessie e Locatelli garantirebbero corsa e fisicità.  Probabilmente le scelte dell’allenatore andranno in direzione diversa. Fosse così, come ho sempre fatto in questi mesi,non capirò e non mi adeguerò.

 

 

Esiste una versione mobile per questa pagina: guarda versione AMP.

Scritto da Icor

Milanista per caso!?
La leggenda narra che scelse di tifare il Milan solo perchè, tra tutte le altre squadre all’epoca presenti in serie A, fu quella che preferì per il nome.
Il padre, interista, sussurrava che la scelta milanista fosse esclusivamente riconducibile alle preferenze della madre, Riveriana in un’Italia divisa in due nel pre e post Mexico ’70.
Ha rafforzato la propria fede vedendo, ma soprattutto sentendo alla radio, giocare il Milan sui campi polverosi della B, guidato da un unico e immenso Capitano.
E’ convinto che un Milan come quello di Sacchi non si vedrà mai più e se ne dispiace per i più giovani milanisti.

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi