Sampdoria Milan 2 – 0 : le pagelle

Considerata la caratura dell’avversario, il Milan sciorina contro la Samp la peggiore prestazione stagionale, uscendo dal Marassi meritatamente sconfitto.

Una prestazione peggiore di quella dell’Olimpico, dove se non altro il Milan aveva avuto un buon approccio negli iniziali 15/20 minuti, pur senza fare nulla di trascendentale, perdendo poi progressivamente campo fino a scomparire una volta subito il primo gol. Oggi non c’è nulla da salvare.

Inizio con zero personalità, dove il gioco consisteva nel fare continui retropassaggi verso Donnarumma a fronte dell’ordinario e prevedibile pressing degli avversari, per affidarsi ai lancioni di Bonucci su Kalinic. Il primo tempo, con un lieve avanzamento del baricentro nel finale di frazione, ha avuto lo svolgimento sopra descritto, con la Samp che pur senza impensierire Donnarumma ha creato almeno un paio di palle gol non finalizzate per dabbenaggine degli attaccanti. In negativo, oltre alla pessima prestazione di squadra, si sono segnalati un Suso e un Bonaventura, totalmente avulsi dal gioco, vagare in campo alla ricerca di una posizione che non hanno mai trovato, abbandonando Kalinic al suo destino, tanto che il Milan ha concluso il primo tempo senza fare un solo tiro in porta. E a questo punto si impone una riflessione su Montella. Non si comprende se non dia alcuna indicazione tattica a Suso e Bonaventura, se la dia ma non sia in grado di farsi capire, se la dia ma venga ignorato dai propri giocatori. Il risultato è una manovra pressocché inguardabile, reparti scollegati, manovra farragginosa, complice anche la non felice giornata di Kessie e Biglia.

Come sempre il secondo tempo inizia con la stessa formazione iniziale, senza che Montella si preoccupi minimamente di apportare una qualche modifica all’undici di partenza, probabilmente sperando in un calo fisico degli avversari.  In effetti la Samp cala d’intensità, il Milan prende coraggio avanzando il baricentro ma senza rendersi in alcun modo pericoloso. Suso inizia ad allargarsi sulla dx, non si capisce se per disposizioni di Montella o su sua iniziativa, visto che poi con l’avanzare del tempo si accentra fino a retrocedere a far gioco a centrocampo. Lo stesso Bonaventura si allarga a sx nel primo quarto d’ora, tanto che il Milan quando attacca sembra disposto con un 343.  Il ruminare gioco senza alcun costrutto da parte del Milan, più per dovere che per convinzione, viene interrotto dalla vaccata del nostro Zapata che fornisce l’assist al gol dell’altro Zapata.  A quel punto Montella, al ’77 minuto di gioco, si ricorda dell’esistenza della panchina operando due cambi, Chala per Suso e Cutrone per Bonaventura. Cambia poco o nulla nel copione, con il Milan che non ha alcun reazione dopo lo svantaggio (stessa cosa che all’Olimpico) crea una occasione sporca con  Kalinic e null’altro. Sul finale entra Boirni per Abate, giusto in tempo per perdere palla e dare il là al raddoppio blucerchiato. Cala il sipario.

Donnarumma 5: incolpevole sui gol subiti, come in altre occasioni. Ma da un portiere la cui famiglia prende 7,5 milioni di ingaggio l’anno ogni tanto mi aspetto una parata importante.

Zapata 4: Sbaglia i disimpegni, pasticcia in area rischiando di causare un paio di rigori, sbaglia il rinvio depositando la palla sul piede del suo omonimo in occasione del primo gol. Sbaglia chi lo manda in campo.

Bonucci 5,5: cerca di ovviare alla giornataccia di Biglia sventagliando palloni a destra e a manca, suscitando in alcune occasioni l’oooh di meraviglia dei telecronisti inglesi. Ma un difensore si giudica, per l’appunto, soprattutto da come difende e anche oggi dimostra le incerte e le sbavature mostrate in questo opaco inizio di stagione.

Romagnoli 5: mr. zero personalità, ad avvio di partita ogni pallone che tocca sembra scottare maledettamente, se ne disfa sempre appoggiandolo al giocatore più vicino o, più spesso, a Donnarumma. Anche in marcatura è disattento, perdendosi in area l’attaccante di turno. Mi aspetto molto di più.

Abate 4,5: corre avanti e indietro senza combinare nulla, non ha un compagno con cui scambiare vista la latitanza di Suso e con i piedi che ha ovviamente non costituisce alcun pericolo per gli avversari.

Kessiè 5: molta quantità, come al solito, ma pochissima qualità, sbaglia disimpegni elementari per le sue capacità, perdendo palloni sanguinosi. Mezzo voto in più per la solita generosità e perché ad inizio primo tempo ripiega spesso in difesa per ovviare agli svarioni di Zapata e alle assenze di Abate.

Biglia 4,5: Pessima partita. Probabilmente risente degli impegni ravvicinati, aggravati anche dai voli transoceanici. Nel primo tempo ha la rapidità di passo e di pensiero di un Borja Valero, non riuscendo a ripulire manovra e palloni. Nel secondo tempo dà qualche segnale di risveglio, ma troppo poco per incidere su una prestazione da dimenticare.

Bonaventura 4,5: non trova la posizione e a volte sembra giocare a nascondino. A prescindere dalla non posizione sembra comunque far fatica a riprendere lo stesso passo che aveva prima dell’infortunio della scorsa stagione. Per aiutarlo a riprendersi dovrebbe probabilmente essere schierato esterno in una partita giocata con il 433.

Rodriguez 6,5: l’unico a raggiungere la sufficienza piena e a provare di fare qualcosa in avanti che abbia una logica. Purtroppo predica nel deserto.

Suso 5: vedi Bonaventura. Rispetto al compagno nel secondo tempo prova a cercare una posizione dove poter incidere. Non ci riesce anche perché sembra aver perso brillantezza e certezze (qualcuno ha detto Montella?) di inizio stagione. Pensare di continuare a schierarlo poco dietro l’unica punta attualmente vuol dire mandarlo al massacro e sterilizzare la manovra davanti. Meglio casomai  schierarlo mezz’ala, se si vuole insistere sul 352, ma sarebbe il terzo candidato per un’unica maglia

Kalinic 5,5 : Ha l’alibi di essere stato abbandonato al proprio destino dai compagni, ma anche lui ci mette del suo tenendo pochi palloni e finendo troppe volte in fuorigioco.

Subentrati

Calhanoglu: s.v.  entra in una partita che ha poco da dire, in una squadra dove ognuno gioca per conto suo e i compagni sembrano sparpagliati in campo come dopo una tirata di dadi.

Cutrone s.v.

Borini : pur giocando pochi minuti riesce a guadagnarsi la insufficienza perdendo il pallone dal quale nasce il 2 a 0.

Allenatore

Montella 3: Molto discutibili alcune scelte iniziali di formazione, ancora più discutibili le non indicazioni tattiche che fornisce (?) a Suso e Bonaventura, non prova a cambiare l’andamento della partita, con i cambi, provvedendo alle sostituzioni solo al ’77, a partita ormai andata. Non si capisce se sia in piena confusione mentale o se cerchi di fare il fenomeno. Le due trasferte impegnative, ma neanche troppo, di questo inizio stagione dicono zero punti, sei gol subiti e uno fatto. Si sbrighi a trovare un undici iniziale, o magari due ma con moduli diversi, ma qualcosa deve cambiare, anche perchè ora arrivano gli impegni più gravosi, sbagliare ancora significherebbe pregiudicare il resto della stagione.

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Scritto da Icor

Milanista per caso!?
La leggenda narra che scelse di tifare il Milan solo perchè, tra tutte le altre squadre all’epoca presenti in serie A, fu quella che preferì per il nome.
Il padre, interista, sussurrava che la scelta milanista era esclusivamente riconducibile alle preferenze della madre, Riveriana in un’Italia divisa in due nel pre e post Mexico ’70.
Ha rafforzato la propria fede vedendo, ma soprattutto sentendo alla radio, giocare il Milan sui campi polverosi della B, guidato da un unico e immenso Capitano.
E’ convinto che un Milan come quello di Sacchi non si vedrà mai più e se ne dispiace per i più giovani milanisti.

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